In merito a quanto in oggetto, di seguito una comunicazione del nostro consulente di riferimento in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.
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In questi giorni di emergenza, di dinamiche velocissime, di bombardamento di informazioni e di incertezza generale, vogliamo darvi due “certezze” per quanto attiene l’argomento visto dal punto di vista della sicurezza e salute sul lavoro (dlgs 81/2008).
Certezza 1. Dobbiamo rispettare la normativa. Per far questo dobbiamo leggere e informarci dai SOLI siti istituzionali:
Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/
Regione Lombardia: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/Prevenzione-e-benessere/infezione-coronavirus/infezione-coronavirus
Oggi la normativa ci dice che dobbiamo stare a casa, uscire per lavorare (se il tipo di lavoro è permesso), uscire per gli acquisti di prima necessità, medicinali e poco altro. Questo significa che, in questo periodo, non dobbiamo fare nessuna altra cosa. Quando usciamo per andare a lavorare o fare gli acquisti di prima necessità dobbiamo prenderci cura di noi stessi per rispettare i nostri famigliari e i nostri colleghi.
Certezza 2. Mantenere sempre le distanze dalle persone che incontriamo / non toccare niente / usare i guanti / lavarci spesso le mani / non avvicinare mai le mani al viso.
Le due elencate sono le certezze sulle quali dobbiamo impegnare la massima concentrazione.
Sicuramente il nostro lavoro ci permette, rispetto a tanti altri, un relativo margine di sicurezza rispetto al rischio di contagio; passiamo la maggior parte del tempo in cabina e, anche quando dobbiamo caricare/scaricare, abbiamo possibilità di gestire le operazioni a debita distanza dagli altri operatori (valgono comunque le regole di igiene sopra indicate).
Per quanto riguarda il rischio di contagio da Coronavirus durante l’attività lavorativa, è importante distinguere tra rischio dovuto ad esposizione professionale ed il rischio sociale o di comunità a cui tutti noi siamo esposti nelle normali interazioni personali, pensiamo alla diffusione della semplice influenza che ognuno può contrarre salendo su un autobus per recarsi al lavoro. Il caso di esposizione a COVID-19, che deriva da emergenza sanitaria internazionale, va annoverato nel rischio sociale. L'esposizione professionale la possiamo trovare nelle strutture sanitarie che in questi giorni si trovano a dover fronteggiare l'epidemia, oppure addetti dell'industria farmaceutica (a queste viene chiesto di aggiornare il DVR). Quindi se non si rientra tra le categorie in cui può essere un contatto con agenti biologici il DVR NON VA AGGIORNATO. Se così non fosse dovremmo aggiornare il DVR anche per tutte le altre patologie derivanti da un qualunque rischio sociale.
Nel caso specifico del Coronavirus, è importante, e anche obbligatorio per le aziende, informare e attivare specifiche procedure per mettere in atto, e far mettere in atto, quelle misure igienico preventive consigliate dalle autorità competenti e in particolare del Ministero della Sanità. In questo senso ci vengono in aiuto le disposizioni indicate nel protocollo siglato il 14 marzo da governo e sindacati .